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Speciale Sanremo 2016: le pagelle della prima serata

 

Può un blog che scrive di sola musica italiana rinunciare a Sanremo?

Si, forse potrebbe.

Ma per chi, come me, segue Sanremo da quando gattonava appena e ha imparato a memoria Per Elisa di Alice (vincitrice di Sanremo 1981, con la sigla di testa Gioca Jouer di Cecchetto conduttore) prima ancora di imparare a scrivere… beh, Sanremo è irrinunciabile.

Quindi oggi parte un mini Speciale Sanremo su Mangianastri, con i giudizi scritti a caldo dopo il primo ascolto.

Pagelle della prima serata (in ordine di esibizione):

  • Lorenzo Fragola
    Infinite volte

    Cinque autori per questa canzone, eppure (come già in molti hanno notato), tutti insieme non riescono ad evitare di scrivere: “Sento come se hai paura“.
    Canzone di un cinquantenne sull’orlo di una crisi di nervi, interpretazione impaurita e timida, voce e falsetto tragicamente impostati, testo prevedibile, anzianotto e farcito di luoghi comuni. Ehm, difficile trovare qualcosa di buono ed è un peccato perchè Lorenzo Fragola meriterebbe, ed il mio giudizio probabilmente è influenzato dalle aspettative che ho su di lui.

    Brucia tutto nella testa Gela il sangue nelle vene Sento come se hai paura Ma è paura di star bene Ci siamo amati in cima al mondo Sopra tutto e sopra tutti

    (in tutti i luoghi e in tutti i laghi?)

Voto 3

  • Noemi
    La borsa di una donna

    Grandi attese per questa canzone, con un testo indicato dagli addetti ai lavori come il migliore del Festival, a firma Masini.
    In effetti il brano è ben costruito, ricorda la tradizione della canzone d’autore al femminile, elegante e intima, adatta per un ascolto in teatro.
    Il testo è effettivamente suggestivo, parole di uomini che raccontano le donne, e condivido in pieno il miglior commento che si è letto in rete: “Quello che le donne non dicono lo mettono nella borsa, praticamente

    Niente che ti aiuti a capire Il senso di una sera che non sa meravigliare Il senso del tuo ricordare e progettare Scordandoti di vivere adesso Adesso che si alza un vento che spazza le nuvole

Voto 7

  • Dear Jack
    Mezzo respiro

    Certo, l’originalità qui non è proprio di casa. Ci sono circa 20 altre canzoni che mi vengono in mente nei primi tre minuti di ascolto.
    Eppure, al di là dell’esibizione imbarazzante, inaspettatamente questa canzone è estremamente radiofonica ed orecchiabile. Temo che la sentiremo spesso nei prossimi giorni.

    Ti ritroverò per sempre tra le frasi senza tempo Dietro un angolo del cuore, cicatrice di un inverno Che ora sembra non finire mai Mezzo respiro ancora…

Voto 4.5

  • Caccamo & Iurato
    Via da qui

    Interamente scritta da Giuliano Sangiorgi, testo e musica, ennesima canzone che racconta di un addio, con tematiche e sospiri simili a Basta Così.
    Lui (finalmente, viste le esibizioni precedenti, tutte all’insegna dell’incertezza vocale, per essere magnanimi) canta davvero bene, lei con quel vestito sarà difficile…
    Cosa dire? Duetto sanremese, in direzione ostinata e medesima.

    Sei sempre lì che aspetti Di indossare le mie scuse Come fossero medaglie Da mostrare al mondo intero

Voto 6-

 

  • Stadio
    Un giorno mi dirai

    Sono in difficoltà adesso: sono molto affezionata agli Stadio, credo che Gaetano Curreri sia un autore rispettabile e che abbia scritto e interpretato canzoni che appartengono alla memoria musicale pop della musica italiana.
    Ma cosa gli è successo? Ma che periodo brutto brutto brutto sta attraversando? L’unica parola che mi urlava nella testa al primo ascolto della loro Un giorno mi dirai è STRAZIO. Un momento di annichilimento totale, questo padre fragile e patetico che rovescia sulla figlia le frustrazioni di una vita… Mamma mia!

    Io ti dirò che un uomo Può anche sbagliare lo sai Si può sbagliare lo sai Ma che se era vero amore È stato meglio comunque viverlo

    Voto 2

  • Arisa
    Guardando il cielo

    Nonostante quest’atmosfera spirituale che lascia un po’ perplessi, la voce cristallina ed elegante di Arisa emerge con questa canzone dal testo vagamente clericale, non originale ma dignitosa.
    Nastro arcobaleno in evidenza, come Noemi prima di lei. E con questo brano non era affatto scontato.

    Potrai chiamarla anche utopia Per me adesso è solo universo Stringo i pugni e rido ancora

Voto 7

  • Enrico Ruggeri
    Il primo amore non si scorda mai

    Beh, confesso, la voce di Ruggeri mi tocca nel profondo, e fin dalle prime note si capisce che è un pezzo dei suoi, non dei suoi capolavori, si intende, ma ormai i tempi di Vivo da re, di Rien ne va plus, di Contessa sono lontani e ce ne siamo già fatti una ragione.
    E poi, finalmente, un po’ di musica, una vena rock, una spolverata di chitarra elettrica e un finale con accenni prog… Vai Rouge!
    Nonostante il titolo imbarazzante, anche il testo è in consueto Ruggeri-style: preciso, personale, un testo in cui anche i chiaroscuri sono nitidi e luminosi.

    Siamo il prodotto di antiche passioni
    Che ci hanno svelato la vita
    Figli di spine segrete perdute nel vento
    Innamorati di certi sapori
    Magari nemmeno vissuti
    Nella memoria trasfigurati al sole

Voto 7+

  • Bluevertigo
    Semplicemente

    Molto difficile per ora giudicare questo brano, l’esibizione di Morgan è stata una disfatta, purtroppo. I commenti più frequenti e benevoli che si leggevano ieri sera parlavano di una voce lasciata in camerino. L’unica cosa che posso dire è che così, ad un primo ascolto, mi ha ricordato qualcosa dell’ultimo Battisti, e che sicuramente merita un secondo ed un terzo ascolto, perchè non è un brano immediato, come del resto quasi tutti quelli di Morgan e dei Bluevertigo

     

    Invitare qualcuno stasera domani pensare di uscire
    Il giorno dopo riposare e il successivo ricominciare

Voto NON (ancora) PERVENUTO

  • Rocco Hunt
    Wake Up

    Ritmo, finalmente! Non male, questo brano nè rap nè pop nè dance nè rock, accompagnato da un’esibizione interessante e fresca. Niente di memorabile, temi piuttosto scontati, insoddisfazione e fatalismo, voglia di riscatto e recriminazioni, ma raccontate in maniera lieve e propositiva.

     

    Wake up guagliù Un giorno saremo felici, quel giorno io spero che non sia lontano,
    Non dimentico mai le radici, perché in questa terra c’è scritto chi siamo.
    E che futuro avremo noi, cresciuti senza direzione,
    Tutti dietro le tastiere, e mo’ chi a fa’ a rivoluzione.

Voto 6.5

  • Irene Fornaciari
    Blu

    Meglio di quanto pensassi e temessi per questa figlia d’arte che stenta a trovare una strada. Esibizione sicura ed elegante, a chiudere una serata piena di imperfezioni. Anche il brano ha una sua identità, visioni di bianco e di blu che raccontano senza troppa retorica un tema tragico e attuale.

     

    Vedo barche sassi e stelle
    Case bianche anche lassù
    Reti di farfalle in mezzo al blu

Voto 6.5

 

ultima modifica: 2016-02-10T10:27:34+00:00 da mangianastri

3 pensieri su “Speciale Sanremo 2016: le pagelle della prima serata”

  1. ASSOLUTAMENTE D’ACCORDO..PER QUANTO RIGUARDA FRAGOLA..GLI STADIO..MI RINCRESCE MOLTO..HO TENTATO IN TUTTI MODI DI FARMELA PIACERE..DI PENSARE. .CACCHIO..DAI..SONO GLI STADIO..MA INUTILMENTE..GLI ALTRI NON LI HO SENTITI..DORMIVO

     

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